Cancro !
Le fibre combattono il cancro
Nel 1970 il medico inglese Dennis Burkitt riportava come una dieta ricca di fibre fosse responsabile di una diminuzione della incidenza delle patologie a carico dell'apparato digerente. Egli notò come nei Paesi i cui regimi alimentari includevano una grande quantità di fibre (cioè diete basate essenzialmente su alimenti vegetali) si verificava un minor numero di casi di cancro al colon. Questa osservazione si è rivelata valida in tutto il mondo. Una più elevata assunzione di fibre con la dieta si riscontra nei Paesi non industrializzati, dove la carne viene consumata saltuariamente e l'alimentazione quotidiana è a base di prodotti di origine vegetale.

Gli alimenti di origine animale non contengono fibre. Gli Stati Uniti e le altre Nazioni Occidentali, le cui diete sono basate su prodotti animali, hanno la incidenza più elevata di cancro del colon.
Per loro natura, le fibre non possono essere digerite nei primi stadi del processo digestivo degli esseri umani. Esse contribuiscono a far transitare il cibo più velocemente lungo il canale intestinale, aiutando la eliminazione anche delle sostanze cancerogene. Inoltre richiamano acqua nel lume intestinale. Acqua e fibre aumentano la massa fecale ed in questo modo le sostanze cancerogene vengono diluite. Le fibre risultano protettive anche nei confronti di cancro al colon.
Sta diventando il cancro più frequente tra gli uomini e sale al secondo posto nelle donne. In Italia colpisce 77-78 persone ogni 100.000 abitanti, per un totale di circa 40.000 nuovi casi l'anno.
Si calcola che mediamente ogni anno muoia circa il 55% dei pazienti. Tra i fattori di protezione, l' alimentazione è al primo posto, con una dieta ricca di cereali, fibre, verdure e povera di grassi animali.
Alcuni Studi hanno riportato come il cancro dello stomaco e il cancro della mammella siano meno frequenti in presenza di diete ricche di fibre .
Le fibre influenzano inoltre i livelli di estrogeni nello organismo.
Gli estrogeni sono solitamente secreti nell'intestino, dove vengono legati dalle fibre e veicolati al di fuori dello organismo .
Senza una adeguata presenza di fibre, gli estrogeni possono essere riassorbiti dall' intestino nel circolo ematico (nel sangue).
Alti livelli di estrogeni sono correlati ad un più elevato rischio di cancro della mammella.
L’alimentazione anticancro
Attualmente è possibile stimare che il 30% delle neoplasie sia collegabile allo stile alimentare delle persone, raggiungendo almeno il 70% nel caso delle patologie gastrointestinali.
La prevenzione, che è efficace anche per quanto riguarda le malattie a carattere infiammatorio, è possibile in quanto l'alimentazione può influenzare l'insorgenza di neoplasie attraverso numerosi meccanismi come:
- la presenza di sostanze cancerogene nei cibi come le nitrosamine, le micotossine o i residui di pesticidi.
- la formazione di sostanze cancerogene durante la cottura, (come le ammine eterocicliche da eccesso di cottura della carne o l'acrilamide nella frittura delle patatine).
- sostanze pro-ossidanti (come il Ferro-eme delle carni).
- precursori di prostaglandine proinfiammatorie (come l'acido arachidonico presente in modo preponderante nelle carni) o antinfiammatorie e antiproliferative (acido eicosapentaenoico del pesce, acido gamma-linolenico di alcuni oli vegetali).
- la modulazione in ambito ormonale, mediata dalla produzione di insulina, che viene favorita dallo stile alimentare occidentale eccessivamente ricco di carboidrati e di grassi saturi omega-6 che favorisce una aumentata sintesi di androgeni nell' ovaio, una ridotta sintesi di SHBG e di IGFBP1 e 2, nonché una aumentata espressione di recettori per l'ormone della crescita.
Al contrario possono prevenire:
- sostanze antiossidanti (quali le vitamine C ed E, i carotenoidi e polifenoli dei cibi vegetali) che proteggendo il DNA dai radicali liberi prevengono l'attivazione metabolica di vari cancerogeni.
- promotori dell'apoptosi (quali il solforafano e l'indolo-3carbinolo delle crocifere, curcumina, capsicaina, vanillina, gli acidi grassi poli-insaturi omega-3 (semi di lino), EGCG, resveratrolo(poco vino rosso), licopene del pomodoro crudo).
- promotori della proliferazione cellulare (poliammine, putrescina, spermina e spermidina, contenute nella frutta, verdura a frutto e negli alimenti fermentati).